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Fisioterapia | Osteopatia | Tecarterapia

I NOSTRI SERVIZI

  • fisiokinesiterapia individuale adulti e bambini, sia per patologia ortopedica che neurologica (45 minuti a seduta)
  • valutazione posturale mediante utilizzo di podoscopio (60 minuti a seduta)
  • fisiokinesiterapia posturale adulti e bambini (45 minuti a seduta)
  • valutazione ausilio (deambulatore, carrozzina, busti o fasce di contenimento, dispositivi ortopedici per mani e piedi,…) (30 minuti a seduta)
  • tecarterapia (45 minuti a seduta)
  • kinesiotaping (30 minuti la prima valutazione successive applicazioni 15 minuti)
  • osteopatia adulti e bambini (prima valutazione 60 minuti successivi trattamenti 45 minuti)
Si effettuano anche valutazioni e trattamenti fisioterapici a domicilio.
Ogni seduta prevede un programma personalizzato di riabilitazione.

Ampia collaborazione e disponibilità di prova di ausili.

Si riceve su appuntamento:

Lunedi, Mercoledi e Venerdi dalle 8.30 alle 17.30 (orario continuato)
martedi e giovedi dalle 8.30 alle 20.00 (orario continuato)


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LA FISIOTERAPIA

Dal classico mal di schiena (CERVICALGIA, DORSALGIA, LOMBALGIA, CERVICOBRACHIALGIA –dolore al collo e al braccio o alla mano-, LOMBOSCIATALGIA –dolore alla schiena e alla gamba o al piede-) al trauma sportivo (distorsione, lussazione o lesione muscolare,..), passando per le patologie neurologiche (disturbi dell’equilibrio, esiti di emiparesi o emiplegia, morbo di Parkinson,..), infantili (sistemare meglio) e respiratorie (BPCO, enfisema,ampliare) e ortopediche (cefalee, esiti di fratture, lussazioni, discopatie o ernie discali, dorso curvo giovanile, dismorfismi, scoliosi, piede piatto): gli ambiti della riabilitazione nei quali opera il fisioterapista sono molteplici anche se nella maggior parte dei casi i cittadini non ne sono al corrente. «Fare fisioterapia significa occuparsi di prevenzione, cura e riabilitazione nelle aree della motricità ma non solo».
I pazienti affetti da disturbi non solo muscolo-scheletrici ma anche neurologici e viscerali possono dunque, attraverso precise attività terapeutiche, mantenere o recuperare le funzionalità, sia dal punto di vista motorio sia cognitivo..

Chi si può rivolgere al fisioterapista?

«Innanzitutto, tutte le persone che vogliono prevenire alcuni problemi muscolari e osteoarticolari, come ad esempio un mal di schiena o un dolore al tratto cervicale o lombare o in esiti di fratture e quindi immobilità prolungata, o i disturbi legati all’invecchiamento (rigidità articolare e muscolare, perdita di equilibrio, mancanza di forza muscolare). In secondo luogo, si può ricorrere alla fisioterapia quando si ha la necessità di curare, ad esempio, disfunzioni muscoloscheletriche, articolari o funzionali come quello temporomandibolari (problemi di occlusione e/o digrignamento e serramento) o della deglutizione. Infine, anche coloro che hanno bisogno di riabilitarsi dopo un trauma o una grave patologia, per recuperare il normale stato di salute o il massimo potenziale possibile.


Il fisioterapista può aiutare anche nella riabilitazione delle patologie respiratorie in bambini, adulti e anziani e può intervenire nei casi di incontinenza (perdita di urina durante le attività fisiche o comunque che richiedono un’attivazione muscolare – colpo di tosse o starnuto improvviso- o anche a riposo): «Spesso, nel periodo post-parto o dopo interventi all’utero o all’addome, possono verificarsi episodi di questo tipo. Il fisioterapista aiuta, mediante degli esercizi specifici del pavimento pelvico, a ricostruire quell’equilibrio funzionale e muscolare che aiuta la tenuta della parete addominale e della vescica e il rilascio su comando.

L'OSTEOPATIA

Si tratta di un sistema di tecniche esclusivamente manuali (manipolazioni di articolazioni, organi, tessuti) basato sulle conoscenze mediche tradizionali, come anatomia e fisiologia, ma che non prevede l’uso di farmaci. Still (fondatore dell’osteopatia) vedeva il corpo umano come un’unità le cui diverse parti, collegate tra loro da tessuto connettivo, lavorano in sinergia per dare beneficio a tutto l'organismo. E le manipolazioni da lui ideate mirano proprio a riattivarne le capacità di autoguarigione.

Il trattamento

Attraverso manipolazioni e manovre specifiche, il trattamento osteopatico si dimostra efficace per la prevenzione, valutazione ed il trattamento di disturbi che interessano non solo l'apparato neuro-muscolo-scheletrico, ma anche cranio-sacrale (legame tra il cranio, la colonna vertebrale e l'osso sacro) e viscerale (azioni sulla mobilità degli organi viscerali).
Inoltre a differenza della medicina tradizionale allopatica, che concentra i propri sforzi sulla ricerca ed eliminazione del sintomo, l'osteopatia considera il sintomo un campanello di allarme e mira all'individuazione della causa alla base della comparsa del sintomo stesso.


"L'osteopatia è la regola del movimento, della materia e dello spirito, dove la materia e lo spirito non possono manifestarsi senza il movimento; pertanto noi osteopati affermiamo che il movimento è l'espressione stessa della vita".
(Still, A.T., 1892)


I principi dell’osteopatia

Unità del corpo

Come metodologia olistica (dal greco olos=tutto) l'osteopatia considera l'individuo nella sua globalità: ogni parte costituente la persona (psiche inclusa) è dipendente dalle altre e il corretto funzionamento di ognuna assicura quello dell'intera struttura, dunque, l'equilibrio psicofisico e il benessere.

Autoguarigione

In osteopatia non è il terapeuta che guarisce, ma il suo ruolo è quello favorire la capacità innata del corpo ad auto curarsi.



Le tecniche osteopatiche

Il trattamento osteopatico può avvalersi di numerosi metodi e tecniche di trattamento. Gli osteopati le utilizzano indifferentemente in funzione delle necessità terapeutiche.
Una classificazione possibile è quella che fa riferimento a queste tre grandi famiglie:

Tecniche strutturali

Le tecniche strutturali sono definite tali poiché ristabiliscono la mobilità della struttura ossea. La specificità e la rapidità delle manipolazione consente il recupero della mobilità articolare.
Hanno una forte influenza neurologica, oltre che puramente meccanica, in quanto favoriscono l’emissione di corretti impulsi dalle e alle terminazioni della parte trattata.

Tecniche cranio-sacrali

Le tecniche craniali agiscono sul movimento di congruenza fra le ossa del cranio e il sacro, ristabilendone il normale “meccanismo respiratorio primario”, ossia quella combinazione di parti ossee, legamentose, muscolari, e fasciali che consentono il riequilibrio e l’armonia delle funzioni craniosacrali.
Con queste tecniche si agisce in particolare sulla vitalità dell’organismo, qualità fondamentale che permette agli esseri viventi di reagire con efficacia agli eventi di disturbo provenienti dall’ambiente esterno e da quello interno.

Le tecniche viscerali

I visceri si muovono in modo specifico sotto l'influenza della pressione diaframmatica. Questa dinamica viscerale può essere modificata (restrizione di mobilità) o scomparire. Applicando una tecnica specifica, l’osteopatia permette all'organo di trovare la sua fisiologia naturale ed i disordini legati alla restrizione di mobilità saranno così corretti. Inoltre esiste da un punto di vista anatomico e funzionale una relazione tra i visceri e la struttura muscolo-scheletrica; una cattiva funzione della struttura (colonna vertebrale), può influenzare uno o più visceri e viceversa. Si possono trovare, in persone che soffrono di mal di schiena, problemi di mobilità del fegato, del colon, del rene o dell'utero. Il trattamento osteopatico mira, attraverso l'addome ed il diaframma, a ristabilire una buona mobilità viscerale.

Quindi...

L’osteopatia va ad agire su quelli che sono problemi alla struttura portante dell’organismo, quindi meccanismi muscolo-scheletrici, interconnessi coni il sistema organico-viscerale e il sistema cranio sacrale.

La professionalità dell’osteopata va ad esercitarsi sia su bambini e neonati, che adulti o persone anziane, includendovi donne in gravidanza.
All’atto pratico ci si può rivolgere all’osteopata per disturbi quali: dolori cervicali, cefalee, nevralgie e mal di testa, lombalgie, sciatalgie, artrosi, discopatie; dolori articolari o muscolari; persino otiti, sinusiti e disturbi ginecologici o digestivi.

Cos’è la TECARTERAPIA?

T.E.CA.R è semplicemente un acronimo, che sta a significare: Trasferimento Energetico Capacitivo e Resistivo. Questa recente metodica riabilitativa si avvale di un macchinario che, sfruttando il principio del condensatore, determina uno spostamento di cariche elettriche. Esse stimolano i tessuti producendo calore direttamente dall’interno, determinano una vasodilatazione, quindi un maggior afflusso di sangue nella zona sottoposta a trattamento. Grazie a questo maggiore afflusso di sangue vi è l’eliminazione dei cataboliti, (ovvero i prodotti di scarto del metabolismo cellulare) e dei prodotti dell’infiammazione (es. l’istamina) che ci fanno sentire il dolore. Inoltre, sempre grazie all’aumento della vascolarizzazione locale, vi è un maggior apporto di ossigeno e di sostanze nutritive che servono alla guarigione del tessuto (muscolare, osseo, tendineo o nervoso).

A cosa serve?

Grazie alla tecarterapia vengono accelerati i normali processi di guarigione del nostro organismo attivando i normali processi riparativi e antinfiammatori. La sostanziale differenze con le altre forme di termoterapia (radarterapia, marconiterapia, raggi infrarossi, ipertermia ecc.) è che il calore viene generato direttamente dall’interno del tessuto e non portato dall’esterno all’interno.



In cosa consiste il trattamento?

Come viene eseguito?

Le indicazioni terapeutiche della Tecarterapia sono molteplici:

L’elettrodo capacitivo, rivestito con materiale isolante (ceramica o corindone) agisce sugli strati più superficiali del corpo. A seconda dell’intensità di calore e quindi della potenza erogata dal terapista, si andrà ad agire in maniera diversa sul microcircolo e sul sistema linfatico. In caso di poco calore, ovvero di poca potenza erogata si ha prevalentemente un effetto di biostimolazione, un effetto drenante e antiedemigeno; in caso invece di potenza erogata più alta, l’effetto sulla vascolarizzazione sarà maggiore e per effetto del calore (sedativo e rilasciante) si ha un maggiore effetto decontratturante sulle masse muscolari e di riparazione delle stesse in caso di un evento lesivo (lesione muscolare).

L’elettrodo resistivo invece, d’acciaio, agisce più in profondità e sui tessuti a maggiore resistenza, ovvero tendini, legamenti, fibro-cartilagini (es. menisco del ginocchio o disco intervertebrale) ossa e nervi.



L’elettrodo resistivo ha un maggiore effetto antalgico (contro il dolore) e, durante il suo trattamento, si vanno a creare delle cosiddette correnti di spostamento che irradiano la zona posta tra la piastra (elettrodo neutro) e l’elettrodo resistivo (elettrodo positivo). È importante dunque creare delle opportune geometrie rispetto alla piastra.



Attraverso l’utilizzo della fase capacitiva e resistiva si riesce pertanto ad avere un trattamento completo e differenziato su tutti i tessuti: superficiali e profondi. Inoltre, cosa importantissima, durante la fase capacitiva permette l’integrazione del massaggio eseguito dal fisioterapista, mentre durante la fase resistiva permette l’integrazione di tecniche di terapia manuale e della kinesiterapia, ovvero della mobilizzazione articolare, dello stretching ecc.. Da qui si capisce l’importanza dell’operatore. La tecarterapia è attualmente il mezzo fisico, cioè il macchinario che ha rivoluzionato il mondo della riabilitazione, riducendo i tempi di guarigione e consentendo il recupero in tempi molto ridotti rispetto le comuni forme di terapia fisica.

Per cosa può essere utilizzata la tecarterapia?

Le indicazioni terapeutiche della Tecarterapia sono molteplici:

  • distorsioni ed edemi
  • tendiniti e borsiti
  • lesioni muscolari, tendinee e legamentose
  • traumi contusivi
  • traumi ossei e osteoarticolari
  • riabilitazione post-chirurgica
  • cervicalgie e cervicobrachialgie
  • lombalgie e lombo-sciatalgie
  • meniscosi e lesioni meniscali (es. del ginocchio)
  • algie croniche
  • capsulite adesiva
  • condropatia femoro-rotulea
  • sindrome pubalgica
  • coxartrosi e gonartrosi
  • fascite plantare

Ci sono controindicazioni? La possono fare tutti?

La tecarterapia non ha controindicazioni ad eccezione di quelle relative a tutte le apparecchiature elettromedicali, come la presenza di pacemaker o le donne in gravidanza. Non ha effetti collaterali e ciò consente di applicarla in tempi molto ravvicinati al trauma, ripetendola eventualmente anche due volte nell’arco della stessa giornata, a vantaggio dei tempi di recupero motorio e di guarigione.

Può essere associata senza problemi ad altre terapie.

Non costituisce impedimento all’esecuzione di sedute di tecarterapia la presenza di protesi metalliche all’anca, al ginocchio o alla spalla, o nel caso di pazienti con problemi di sensibilità del calore (es. diabetici); basteranno solo degli opportuni accorgimenti.